LITOCLASIA PERCUTANEA

La litoclasia percutanea è una tecnica di ecografia interventistica che consiste in un “lavaggio” delle calcificazioni intratendinee per mezzo di aghi e soluzione fisiologica sterile.

Questa recente ed innovativa procedura viene eseguita sotto controllo ecografico a seguito del riscontro di voluminose calcificazioni (sovente a carico della cuffia dei rotatori di spalla) determinanti infiammazione e limitazione funzionale.

La litoclasia percutanea è una tecnica di comprovata efficacia clinica che si pone come alternativa intermedia fra terapia chirurgica artroscopica e le tradizionali terapie conservative quali le onde d’urto focali.

 

Per chi è indicata?

Sono candidabili a tale procedura pazienti affetti da calcificazione tendinea preferenzialmente integra, singola e sintomatica/paucisintomatica. I pazienti affetti da quadri microcalcifici, diffusi, con contorni irregolari/non capsulate o con lesioni tendinee sono generalmente indirizzati verso terapie alternative (onde d’urto, dry needling ecoguidato piuttosto che valutazione ortopedica).

 

Sono controindicate procedure di litoclasia nel paziente affetto da allergie ai farmaci utilizzati, coagulopatie o assunzione di anticoagulanti o antiaggregranti, turbe del ritmo cardiaco, stati febbrili, tumorali o infettivi acuti.

 

Come viene eseguita?

In un setting ambulatoriale idoneo e con opportune norme di sterilità la tecnica prevede l’esecuzione di una anestesia locale (cutanea, bursale e pericalcifica). A seguito mediante l’uso di uno o due aghi (tecniche single o double-needle) verrà aspirato o lavato il contenuto della calcificazione creando un meccanismo di pressione con siringhe riempite di soluzione fisiologica sterile.

Al termine della procedura rimarrà solo l’involucro calcifico, destinato a collabire naturalmente.

La procedura si conclude con l’inoculazione nella borsa subacromiale di antinfiammatori locali e acido ialuronico, la medicazione a piatto e l’applicazione di ghiaccio protetto locale.

 

Quali effetti collaterali?

Esclusa l’intolleranza o allergia ai farmaci utilizzati, specie anestestici, la procedura condivide gli stessi potenziali effetti avversi delle più comuni tecniche infiltrative (ecchimosi e tumefazione locale, emorragie, infezioni).

Talora dei minimi frammenti calcifici possono migrare nella compagine bursale provocando forme irritative (borsite reattiva chimica da micro-cristalli), motivo per il quale vengono precauzionalmente iniettati antinfiammatori e acido ialuronico locale al termine dell’aspirazione della calcificazione.

 

Dopo la litoclasia

In funzione dell’entità del quadro infiammatorio e degenerativo tendineo sarà programmata una valutazione ecografica di controllo (a distanza di 3-10 giorni) per monitorare il quadro clinico e radiologico.

In virtù della limitazione funzionale conseguente la tendinopatia potrà essere avviato un percorso rieducativo fisioterapico volto alla riacquisizione di un completo range articolare.